Le opportunità della transizione energetica – l'esperienza di Lorenzo in Cina
- Lisandro Kaunitz

- 25 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Incontriamo ogni giorno imprenditori e imprenditrici del nostro territorio per progettare e realizzare con loro un percorso di decarbonizzazione, partendo da pompa di calore e fotovoltaico. Una questione che emerge spesso è la preoccupazione che la transizione energetica e il "Green Deal" europeo siano un ostacolo alla crescita economica delle PMI italiane. Ma è davvero così? Ci stiamo vincolando e penalizzando con direttive e obblighi di sostenibilità societaria, mentre "gli altri" continuano a inquinare? Oppure le rinnovabili sono una grande opportunità anche economica, che la Cina in primis ha individuato da tempo?
Per rispondere, ho fatto qualche domanda a Lorenzo Denardi, un nostro giovane collaboratore appena rientrato in Italia dopo un anno trascorso a Shangai, dove sta studiando per ottenere una doppia laurea in ingegneria alla Tongji University.

Lisandro: Lorenzo, tu provieni da un (piccolo) paese del Trentino, una delle regioni più verdi d'Italia. Cosa ti aspettavi prima di sbarcare in una metropoli come Shangai?
Lorenzo: Quando sono partito per Shanghai, ero pronto a vedere smog, traffico caotico e un sistema energetico tutto basato sul carbone. L’immaginario collettivo europeo sulla Cina è tuttora ancorato a questo tipo di stereotipi. Ma vivere un anno lì mi ha dato l’occasione di osservare con i miei occhi una realtà molto diversa, fatta di contraddizioni, sì, ma anche di un impegno concreto e sorprendente verso l'energia rinnovabile.
Lisandro: In cosa hai visto questo impegno concreto della Cina verso la transizione energetica?
Lorenzo: Shanghai è una metropoli iper-moderna dove quasi tutte le auto che circolano sono elettriche. I taxi, i motorini, i mezzi per le consegne: tutto silenzioso, senza fumo allo scarico, senza il rumore di un motore a scoppio. Le colonnine di ricarica sono ovunque, spesso integrate direttamente nei parcheggi condominiali o nei centri commerciali. E mentre in Europa parliamo ancora di “passaggio graduale all’elettrico”, lì è già realtà quotidiana.

Lisandro: Tu lavori da qualche anno nel fotovoltaico, quindi immagino che avrai fatto particolarmente attenzione al tema delle rinnovabili. Che idea ti sei fatto a riguardo durante quest'anno di studio?
Lorenzo: Studiando all’università in Cina, ho avuto modo di confrontarmi con tanti studenti cinesi, e onestamente mi ha colpito la loro consapevolezza sul tema delle energie rinnovabili: molti sono informati, interessati e consapevoli dell’importanza strategica che queste hanno per il futuro del Paese. Sul fronte delle rinnovabili, ricordiamo che è il Paese che installa più fotovoltaico al mondo ogni anno, ed è leader nella produzione di pannelli solari.
Lisandro: Hai ragione, ma la Cina è pur sempre il paese "più emettitore" al mondo. Come spieghi questa contraddizione?
Lorenzo: Certo, non è tutto perfetto. Le centrali a carbone esistono ancora, e alcune aree interne del Paese hanno livelli di inquinamento ancora molto, troppo alti. Ma la Cina che ho vissuto io, a Shanghai, è un Paese in trasformazione rapida, tecnologicamente avanzato e sempre più orientato a un modello energetico sostenibile.

Lisandro: Cosa credi che dovremmo portarci a casa dall'esempio cinese?
Lorenzo: Credo che in Europa abbiamo molto da imparare da questo lato della Cina. Anziché vedere la transizione energetica come un ostacolo alla crescita economica, dovremmo utilizzarla per modernizzare le aziende europee, ed aprirci a una visione più equilibrata e aggiornata. Il futuro dell’energia rinnovabile è globale, e la Cina – nel bene e nel male – ne è già una protagonista centrale.
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