Comunità Energetiche Rinnovabili: cosa sono, come funzionano e quali vantaggi offrono
- Il team di Energy Renovation Studio

- 1 giorno fa
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Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno strumento concreto per promuovere e diffondere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Dalla forte connotazione sociale, mirano a fornire opportunità di crescita e benefici economici per l’intera comunità e per il territorio che la ospita.
In questo approfondimento, una panoramica completa sulle Comunità Energetiche Rinnovabili: cosa sono e come funzionano, che incentivi prevedono, che vantaggi apportano e molto altro.

Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono soggetti giuridici che consentono a più individui di condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Si può trattare di cittadini come di aziende, enti pubblici, associazioni.
Il principio alla base è collaborativo: l’energia rinnovabile prodotta dagli impianti di uno o più membri della comunità viene messa a disposizione di tutti i partecipanti.
L’obiettivo principale delle CER è la creazione di benefici ambientali, economici e sociali per il territorio di riferimento, come stabilito dalla stessa normativa.
Come funzionano le Comunità Energetiche Rinnovabili
Il funzionamento delle CER si basa sulla condivisione virtuale dell’energia:
quando gli impianti della comunità producono energia e, nello stesso intervallo temporale, uno o più membri la consumano, si parla di energia condivisa;
sulla quota di energia condivisa viene riconosciuto un incentivo economico dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
La condivisione è detta “virtuale” perché non richiede collegamenti fisici diretti tra impianti e utenze: tutto avviene tramite la rete elettrica e i dati dei contatori. Perché questo avvenga, i punti di connessione dei membri devono trovarsi in aree servite dalla stessa cabina primaria della rete elettrica.
Incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili
L’incentivo è uno strumento di sostegno al modello, non la sua finalità, e viene applicato esclusivamente alle quote di energia condivisa. Per accedervi, gli impianti coinvolti non devono beneficiare di altri contributi sulla produzione di energia elettrica.
Le risorse economiche riconosciute mirano a beneficiare l’intera comunità: possono essere redistribuite tra i membri, reinvestite in nuovi impianti o destinate a progetti a favore del territorio di appartenenza.
Fino a novembre 2025 era previsto anche un contributo PNRR fino al 40% per nuovi impianti in Comuni sotto i 50.000 abitanti. Attualmente la misura non è più disponibile.
Impianti per le Comunità Energetiche Rinnovabili: fotovoltaico e non solo
Gli impianti utilizzati all’interno di una CER devono essere alimentati da fonti rinnovabili. Si tratta prevalentemente di impianti fotovoltaici, ma possono essere coinvolti anche impianti eolici, idroelettrici o altre tecnologie rinnovabili conformi alla normativa vigente.
Chi può partecipare
Le CER sono aperte a soggetti diversi:
cittadini privati;
piccole e medie imprese (non operanti nel settore energetico);
associazioni, enti del terzo settore ed enti religiosi;
comuni e altri enti pubblici.
Ricordiamo che non tutti i membri devono possedere un impianto fotovoltaico: all’interno della comunità possono coesistere produttori e consumatori di energia.
Gruppi di autoconsumatori
La condivisione può avvenire anche tra soggetti ubicati nello stesso edificio? Sì, ma in questo caso si parla di gruppo di autoconsumatori e non propriamente di CER. Uno dei casi più comuni sono le condivisioni tra condòmini, spesso considerate erroneamente come Comunità Energetiche.
I vantaggi per chi aderisce a una Comunità Energetica Rinnovabile
I vantaggi per chi aderisce si concretizzano principalmente in:
Benefici economici
La quota di energia condivisa beneficia dell’incentivo previsto dalla normativa. Non solo: l’utilizzo di risorse rinnovabili aiuta a ridurre la dipendenza dal mercato energetico e, di conseguenza, a ottenere bollette più leggere e stabili nel tempo. Grazie alle Comunità Energetiche, anche chi non ha la possibilità di possedere un impianto può godere di questi vantaggi.
Valore per il territorio di appartenenza
Le somme riconosciute alla comunità possono essere redistribuite tra i membri oppure reinvestite in nuovi impianti o progetti locali (ad esempio su edifici pubblici o iniziative sociali). In questo modo il beneficio economico generato dall’energia condivisa resta nella comunità.
Contribuire a un modello energetico sostenibile e cooperativo
Chi aderisce a una CER non è più solo un consumatore passivo, ma entra in un sistema cooperativo e locale basato sulla collaborazione responsabile.
Inoltre, aderire a una comunità energetica significa sostenere la produzione di energia rinnovabile locale e ridurre le emissioni legate ai consumi. È un contributo reale alla transizione energetica.
Accedere a ulteriori incentivi e contributi
Numerosi contribuiti richiedono l’adesione a una CER per l’ammissione. Ne sono un esempio il già citato PNRR, al momento non disponibile, e il contributo del Piano Fotovoltaico del BIM Sarca Mincio Garda.
Come aderire o costituire una CER
Un individuo può scegliere di aderire a una CER esistente oppure di costituirne una nuova.
Per aderire è necessario:
verificare di trovarsi nell’area servita dalla stessa cabina primaria;
sottoscrivere lo statuto o regolamento;
presentare eventuale documentazione tecnica.
Per costituire una nuova CER occorre:
creare un soggetto giuridico (associazione, cooperativa, ecc.);
definire statuto e regolamento;
nominare un referente;
presentare richiesta al GSE per l’accesso agli incentivi.
Adesione alle Comunità Energetiche con impianti esistenti
È possibile entrare in una Comunità Energetica anche con un impianto già esistente, con alcuni limiti:
l’impianto deve essere conforme alle norme vigenti e deve essere in funzione da dopo l’entrata in vigore del D.lgs. 199/2021 e la costituzione della CER;
è necessario aderire al Ritiro Dedicato, meccanismo con cui l’energia elettrica immessa in rete dall’impianto viene venduta al GSE, che la remunera secondo condizioni definite; gli impianti in Scambio sul Posto o ancora legati a vecchi Conti Energia devono modificare il proprio regime di vendita. Per saperne di più, leggi il nostro articolo sul Ritiro Dedicato;
è obbligatorio presentare una documentazione tecnica e amministrativa, volta a verificare la regolarità dell’impianto e la sua compatibilità.
Il decreto CER: la normativa di riferimento per le Comunità Energetiche Rinnovabili
Le CER sono disciplinate dal D.lgs. 199/2021, che recepisce la Direttiva europea RED II e ne definisce principi e requisiti.
Il quadro attuativo è stato completato dal cosiddetto Decreto CER, emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che stabilisce modalità operative e criteri di incentivazione.
La normativa chiarisce che le CER devono generare benefici ambientali, economici o sociali per la comunità e, quindi, non mirano direttamente a distribuire profitti per i singoli.
Esempi di CER in Trentino
In Trentino sono già operative diverse comunità energetiche, tra cui:
Dal 2026, l’adesione alla CER del Sarca o a un’altra CER locale permetterà anche di accedere al contributo del Piano Fotovoltaico del BIM Sarca Mincio Garda. Per ulteriori informazioni, puoi leggere l’articolo sugli incentivi per privati.
Un sistema energetico partecipato
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano un’evoluzione naturale del modo di produrre e utilizzare l’energia: un sistema energetico partecipato, locale e responsabile.
Se vuoi saperne di più su come aderire o costituire una CER, puoi contattarci per una consulenza dedicata.
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